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Recensione calcolo...

La recensione di Tavern Talk

Coffee Talk incontra Dungeons & Dragons in una visual novel incredibilmente rilassante… A volte anche troppo.

20 Giugno 2024, alle 14:06

Poco prima che tutti noi venissimo chiusi in casa per tentare di limitare la diffusione del Covid-19, un videogioco indonesiano mi aveva spinta a raggomitolarmi sotto le coperte insieme al mio fidato Nintendo Switch per godermi un’atmosfera rilassante e accogliente. Fu un lockdown volontario e dolcissimo, quello dei giorni che trascorsi insieme a Coffee Talk: nel bar virtuale di una Seattle alternativa, potevo preparare bevande calde per una serie di personaggi clamorosamente ben scritti, godendomi, al contempo, una sensazione di calore che ben si sposava con il freddo di quell’inverno nel Nord Italia.

Nel frattempo, Coffee Talk ha goduto di un ottimo seguito dal nome Coffee Talk Episode 2: Hibiscus & Butterfly, e, più in generale, di un forte apprezzamento per la sua formula ludica asciutta e immediata. Negli ultimi anni si è registrata una grande attenzione nei confronti dei cosiddetti cozy games, giochi rilassanti (categoria in cui Coffee Talk rientra alla perfezione) raccolti sotto l’ombrello di eventi come Wholesome Games. Spesso si tratta di piccole produzioni, e Coffee Talk è stato d’ispirazione per un filone di giochi che simulano la gestione di un bar entrando più o meno nel dettaglio, solitamente mantenendo un forte focus verso l’ascolto dei racconti dei clienti. Tra questi troviamo Tavern Talk, primo progetto commerciale di intrattenimento per uno studio tedesco che finora ha prodotto esclusivamente serious games (videogiochi progettati per fini educativi). Si tratta degli sviluppatori di Gentle Troll Entertainment, che per produrre il gioco si sono avvalsi di fondi messi a disposizione dallo Stato di Baviera, oltre che del successo clamoroso di una campagna Kickstarter che ha portato più di 150.000 euro nelle casse dello studio, a fronte di un obiettivo iniziale di 20.000 euro.

Come mai tanti backer hanno deciso di supportare il progetto? È presto detto: Tavern Talk mischia la formula di Coffee Talk – titolo molto conosciuto nella vivacissima community dei cozy gamer – con le atmosfere fantasy di Dungeons & Dragons. E dopo Baldur’s Gate 3 (titolo di tutt’altro genere e ambizioni, sia chiaro!) sembra che il desiderio del pubblico di vivere le avventure di vampiri, elfi, gatti parlanti e streghe sia ben lontano dall’essere saziato. Gentle Troll Entertainment, però, rifugge l’azione e sceglie di metterci nella posizione più statica di tutte: quella del locandiere, chiamato ad accogliere avventori di ogni tipo per soddisfare la loro sete di bevande – e, nel contempo, ascoltare le loro storie.

Il protagonista non si sposta mai dal retro del bancone del suo locale. A cambiare sono le persone (e non solo!) che troveremo dall’altra parte del tavolo, ciascuna con le sue storie, i suoi valori (il gioco impiega lo stesso sistema di allineamenti morali di D&D per descrivere il posizionamento di ciascun personaggio) e, soprattutto, i suoi gusti in fatto di drink. La lista delle bevande che potremo preparare si espanderà nel corso del gioco; in ogni caso, dovremo impiegare vari ingredienti e infusioni per soddisfare la sete degli avventori. La particolarità è che ogni preparato ha effetti più o meno notevoli sui parametri di chi lo beve: lo Swift Strike, ad esempio, rende velocissimi, mentre il Frosted Lagoon potenzia notevolmente le difese. Il tutto interagirà con le storie dei singoli avventurieri, che affronteranno in maniera differente le loro missioni (con esiti anche molto diversi) a seconda del drink che hanno bevuto prima di partire. È un sistema facile da utilizzare e mai punitivo: se combineremo una schifezza, il nostro fido famiglio sarà più che disponibile a tracannare l’orrido preparato, permettendoci così di riprovare da capo.

Ascoltando le chiacchiere degli avventori, verremo a sapere di greggi di pecore messi in pericolo da feroci licantropi, o magari di vampiri desiderosi di una crema a base di bava di chimera (!) per potersi godere un bel bagno di sole senza troppi rischi. A fine giornata, potremo mettere insieme i vari indizi ottenuti per comporre degli avvisi da appendere alla bacheca della taverna, nella speranza che l’avventuriero giusto si accolli l’impresa di turno. Si tratta di una parte essenziale del gameplay loop di Tavern Talk: ascolta gli avventori, crea una quest, attendi l’avventuriero giusto, prepara un drink, aspetta di vederlo tornare… Sperando che sia vincitore, naturalmente.

Si tratta di un sistema piacevole e funzionale, che si inserisce in una trama fantasy mai troppo pesante (altrimenti, che cozy game sarebbe?) e genera numerose sottotrame, molte delle quali saranno influenzate dai drink che sceglieremo di preparare. Ben presto scopriremo che il cielo ha qualcosa che non va: le stelle cadono su Gaia e generano una catastrofe senza precedenti. Talvolta, però, Tavern Talk mette a dura prova la nostra sospensione dell’incredulità, e certi personaggi sembrano dimenticarsi un po’ troppo spesso del disastro intorno a loro. Più in generale, il lavoro di Gentle Troll Entertainment presenta alcuni problemi di scrittura: non tutti i personaggi dell’ampio cast sono parimenti interessanti e ben strutturati, senza contare che a volte il gioco soffre la sua stessa natura “statica” a causa di dialoghi talvolta fin troppo diluiti. Immaginare le fantastiche avventure raccontate dai nostri clienti è solitamente piacevole e ascoltarli è senz’altro rilassante, ma a volte – a essere onesta – avrei voluto che andassero un po’ più dritti al punto, ecco.

A livello di prestazioni e di pulizia del codice, ho vissuto un’esperienza del tutto impeccabile su Steam Deck. Vero è che Tavern Talk non è un videogioco tecnicamente spinto, ma è in ogni caso degna di nota la cura che gli sviluppatori hanno infuso nel presentare ai giocatori un prodotto incredibilmente rifinito, con giusto una manciata di errori di punteggiatura nelle quindici ore che nel mio caso sono state necessarie per portare a termine l’avventura. Data la rilevanza delle scelte che faremo sui drink da offrire ai clienti, avrete a questo punto già immaginato la presenza di finali multipli: ebbene, è proprio così. Da ultimo, segnalo che Tavern Talk non è al momento dotato di una traduzione in lingua italiana. L’inglese utilizzato dal team è abbastanza semplice, ma sconsiglierei il gioco a chi non è pratico della lingua, trattandosi di un’avventura interamente basata sulla lettura di una considerevole mole di dialoghi. Se per voi l’inglese non è un problema e la prospettiva di qualche serata rilassante sotto le coperte risulta allettante (nonostante il caldo in arrivo), allora Tavern Talk è un’esperienza da non perdere.

atacore.it
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