• Homepage

    Torna alla pagina iniziale

  • Focus

    Gli approfondimenti, le recensioni, le prove.

  • Flash

    Le notizie e gli aggiornamenti più veloci.

  • Videogiochi

    Il cuore del database.

  • Newsletter

    I nostri appuntamenti settimanali e mensili.

Uscite imminenti

I prossimi titoli in uscita.

Cataclismo

16 Luglio 2024

Flintlock: The Siege of Dawn

18 Luglio 2024
Carica altro
Seguiti
Lista di lettura
espandi
chiudi

I contenuti dei videogiochi che segui appariranno qui. Per usare questa funzione è necessario avere un account.

I contenuti che hai salvato appariranno qui. Per usare questa funzione è necessario avere un account.

Entra
Registrati
Recensione calcolo...

La recensione di Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes

Il videogioco di Rabbit & Bear Studios è un'operazione nostalgia quasi naïf, ma profondamente confortevole.

8 Maggio 2024, alle 10:05

Giocare a Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes significa provare una sensazione di rassicurante serenità. Il gioco di ruolo giapponese di Rabbit & Bear Studios è per gli appassionati del genere un caldo ritorno al passato, e non è un caso che una delle schermate introduttive rechi iscritta una dichiarazione di intenti: “a tutti gli amanti dei JRPG”. Non è un furbo adescamento, ma la più onesta e accorata delle dediche: sta quasi tutta lì, infatti, la natura di un’opera che non è solo il seguito spirituale di Suikoden e Suikoden II, perché nata dalla stessa visione, quella del compianto Yoshitaka Murayama; ma anche, e soprattutto, il tentativo di rievocare toni, atmosfere, ludiche di trent’anni fa. Con tutti i pregi e i limiti facilmente immaginabili, perché c’è un innegabile fascino in intrecci semplici ma chiari, in personaggi forse stereotipati ma immediatamente apprezzabili, in meccaniche di gioco non particolarmente elaborate ma di facile fruizione, ma è vero anche che certe soluzioni narrative e ludiche sono invecchiate male e risultano, oggi, quasi improponibili.

Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes non ha il coraggio di reinventare, operazione che proprio per la sua genesi non gli sarebbe mai potuta appartenere: i fan ne hanno finanziato su Kickstarter lo sviluppo perché volevano un nuovo Suikoden, proprio quello, senza troppi giri. Ma non ha nemmeno quello di reinterpretare, e questa è già una questione che merita una discussione più approfondita. Proporre canoni e stilemi tipici dei grandi classici del genere è sicuramente un elemento di attrazione per i suoi appassionati di lungo corso, che veramente si sentono cullati in una confortevole bolla, quasi rinfrancati da un’esperienza così genuina, ai limiti del naïf; ma per tutti gli altri significa non avere il sostegno di un qualunque elemento che la renda più fresca e intrigante.

Ne è la prima evidenza una trama che raramente alza il livello del coinvolgimento emotivo. C’è un’evoluzione chiara e coerente dei fatti, che va così a comporre un intreccio piacevole da seguire, ma limitato nella quantità di eventi e situazioni realmente significativi e impattanti. La scrittura che dovrebbe sorreggerli è prevedibile, fin troppo leggera, visto che sempre di eventi bellici si parla, di tensioni e pretesti che diventano guerra: non è minimamente percepibile la gravitas che un simile contesto dovrebbe prevedere. Il protagonista Nowa e la sua truppa di mercenari agiscono e si muovono con una libertà e quasi una spensieratezza che a tratti è davvero straniante.

Eccoci, appassionati di Suikoden: i mercenari, ovvero la pletora di personaggi che, come da tradizione della serie, è possibile arruolare. Sono tanti, tantissimi, persino di più rispetto ai cento che il titolo del gioco suggerisce. Non tutti sono utilizzabili in battaglia, perché molti sono deputati solo a funzioni più o meno secondarie, ma la selezione è comunque assai soddisfacente. Chiaramente non tutti loro possono essere caratterizzati nel migliore dei modi, ma una delle migliori qualità del gioco è senz’altro questo cast così variegato e interessante, il cui reclutamento è uno dei principali motori della ludica.

Scovare un personaggio, capire come farlo entrare nei propri ranghi (perché non sempre è chiaro), affrontare una nuova avventura insieme a lui e farne magari un elemento imprescindibile del proprio party è davvero coinvolgente. C’è una mancanza grossa, quella di un qualunque diario che indichi anche solo il fatto di aver avviato una missione secondaria, ma facendo le cose con un certo ordine si riesce a tenere il tutto sotto controllo e a far crescere la propria schiera senza troppi patemi. E si viene invogliati a provarli tutti in battaglia, perché al netto di un sistema altamente personalizzabile, per il quale è possibile assegnare certe abilità e certe magie a chiunque, ognuno ha certe specificità che lo rendono rilevante quando si tratta di menare le mani.

Il sistema di combattimento è estremamente classico e semplice, ma assolutamente da padroneggiare quando si affrontano i boss. Sei personaggi a disposizione, con spesso altrettanti nemici, secondo un ordine stabilito dalla velocità di ognuno, significa avere battaglie dense e strategiche. Le azioni vengono infatti definite all’inizio di ogni turno, non esiste un sistema di azione/reazione, anzi spesso occorre provare a prevedere cosa possa succedere. Negli incontri casuali è possibile affidarsi al sistema automatico, ma contro i boss occorrono pianificazione, pazienza (perché spesso hanno molti, se non troppi, punti salute) e sfruttare gli espedienti che quasi ogni battaglia contro di loro prevede. Ancora, però, non c’è davvero niente che segni una qualunque novità rispetto alla più classica (vetusta?) tradizione del genere.

Lo stesso discorso vale per un’esplorazione che procede secondo una linearità quasi assoluta. Il mondo di gioco non è sempre liberamente attraversabile, anche se si viene costantemente invogliati a rivisitare posti già visti, nella speranza di trovare nuovi alleati (la presenza del viaggio rapido rende tutto più facile); le aree che lo compongono non sono mai particolarmente elaborate, per quanto i dungeon presentino sfiziosi enigmi ambientali. Eppure la semplicità di spostamenti rapidi e con una destinazione ben chiara, nei quali gli incontri casuali non sono asfissianti, è un sollievo, abituati così come si è al troppo degli open world.

C’è quindi un piacere antico nel giocare a Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes, difficilmente comprensibile da chi non avesse vissuto le epoche dei JRPG a 16 e 32 bit. E, a essere onesti, ci sono vari aspetti del gioco che anche rispetto a quella tradizione risultano antiquati o scarsamente elaborati: la narrazione e parti della ludica, come detto, ma anche un’estetica che disegna sì bei personaggi ma anche ambientazioni che non brillano per dettaglio (piacevolissima, invece, la colonna sonora, e più che degno il doppiaggio in inglese). Ma importa davvero poco, perché l’esperienza complessiva è davvero un tuffo nel passato, e a quel punto i suoi limiti si sfumano, non se ne percepisce più l’origine, e si preferisce invece rimanere avvolti da questo antico, piacevole ed estemporaneo conforto.

atacore.it
7

Parliamo di

Videogioco

Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes

23 Aprile 2024

Flash

Le ultime notizie.

Per non perderti niente

Su Telegram scriviamo quasi tutto: puoi seguirci anche lì.

Canale Telegram
Hai trovato un errore in questo contenuto, o vuoi segnalarci altro? Vuoi segnalare qualcosa?

Siamo anche su Telegram

Abbiamo un canale Telegram dove scriviamo più o meno tutto quello che pubblichiamo sul sito. Ci puoi seguire anche lì per non perdere mai niente delle cose più importanti.

Ci si arriva da questo tasto qui sotto.

Canale Telegram
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Passo 1 di 2
Hai già un account? .

Registrati

Creando un account avrai accesso alle principali funzioni del sito.
Potrai commentare le notizie, seguire i tuoi titoli preferiti, salvare i contenuti per una lettura successiva, iscriverti alle nostre newsletter.

Cominciamo da qui con le informazioni principali. Bastano pochi secondi e hai fatto.

L'email che userai per accedere al sito.
Serve per i commenti che scriverai sul sito, e puoi anche usarlo per effettuare il login.
Scegli una password sicura e difficile da indovinare.
Fai clic o trascina il file su quest'area per caricarlo.
Qui puoi caricare un'immagine per il tuo profilo. Sarà il tuo avatar per i commenti.
Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Hai dimenticato la password? Puoi reimpostarla da qui.
Ricordami
Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.

Reimposta la password

Se hai dimenticato la password, puoi usare questo modulo per reimpostarla.

Inserisci qui sotto il tuo nome utente o il tuo indirizzo email: riceverai via email un link per scegliere una nuova password.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.

Invia una segnalazione

Se hai trovato un errore, un bug, informazioni incomplete o non corrette, o vuoi segnalarci qualsiasi altra cosa su questa pagina o altrove sul sito, compila questo form.

Dacci qualche dettaglio per poter elaborare la tua segnalazione.
Privacy
0