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La recensione di Contra: Operation Galuga

L'eterno ritorno della corsa, del salto e dello sparo della serie Konami: sempre uguale, sempre diverso.

11 Marzo 2024, alle 09:03

Che quella di WayForward fosse la scelta giusta per riportare Contra sulle scene, Konami se n’era accorta già nel 2007, quando il team di sviluppo californiano realizzò per Nintendo 3DS Contra 4. Si trattava di una produzione che poco aveva da invidiare ai più grandi rappresentanti della saga, ovvero Contra III: The Alien Wars, per Super Nintendo, e Contra: Hard Corps, per SEGA Mega Drive: per ritmo, quantità e qualità dell’azione, inventiva applicata al percorso blastatorio, Contra 4 merita di stare in alto, nella storia del run and gun.
Logico quindi che fosse ancora WayForward deputato a richiamare in azione i tostissimi soldati, in quella che è una ripartenza, certo, ma anche una rifondazione, perché sono passati più di quindici anni da Contra 4, e allora non può bastare un seguito: serve riaffermare l’identità di un genere, ridare vita a un immaginario dimenticato, riallacciare i fili con un meraviglioso lascito della vecchia scuola videoludica. Con entusiasmo, passione, attenzione, ma anche cercando quantomeno di assecondare la modernità, di non limitarsi a proporre pigramente strabusati stilemi ludici. Che è esattamente quello che fa Contra: Operation Galuga, in maniera estremamente convincente, ma anche con qualche piccolo limite.

Si nota immediatamente come Contra: Operation Galuga si proponga sia come nuovo inizio, per coloro che mai avessero giocato a un capitolo della serie, che come ripartenza, per i suoi veterani. Ci riesce perché è una caratteristica della saga quella di riavvolgersi, inserendo in quasi ogni suo capitolo livelli, sezioni, nemici, boss già visti in passato. La rielaborazione è nel suo DNA quindi, ma qui, visto l’arco temporale trascorso dall’ultimo episodio, ha più il valore della novità. Si aggiornano la ludica, l’immaginario, la tecnica, ma in un modo assai rispettoso del passato. E il motivo è semplicissimo: perché è semplicissimo il run and gun.
In quello scorrimento laterale verso destra (ma anche nelle altre direzioni, secondariamente), c’è l’essenza di una bidimensionalità che si interpreta attraverso poche azioni, ovvero la corsa, lo sparo e il salto. Una formula che Contra come serie ha contribuito a stabilire, e che è la sostanza di Operation Galuga. È subito giungla, nemici vestiti di rosso, torrette; e ancora spari di ogni tipo e foggia, granate, esplosioni; un fortezza da far saltare in aria, colpendone il punto debole. È il primo livello, ma è anche il primo livello del primo Contra, e di situazioni simili ce ne sono tantissime altre nel corso del gioco, il nuovo ma già visto, perché così funziona questa continua reinterpretazione del passato; nel prevedibile, ovvero gameplay e immaginario, ma anche nell’imprevedibile, ovvero la narrazione. In maniera sorprendente, infatti il gioco racconta una storia che costituisce un punto fondamentale della timeline della serie. Dire di più sarebbe delittuoso e rovinerebbe alcune scene assai intriganti, per gli appassionati storici.

Contra: Operation Galuga si propone sia come nuovo inizio, per i nuovi giocatori, che come ripartenza, per i veterani

Dove il gioco dà il suo meglio, sia per i neofiti che per gli appassionati, è ovviamente nell’azione pura. È Contra, in tutto e per tutto, dove quel tutto sta nel riempire lo schermo di proiettili, cercando di contrastare con la potenza delle proprie armi una soverchiante quantità di nemici. L’arsenale è il solito, tra mitragliatrici pesanti, spari che si allargano a ventaglio, missili a ricerca, laser, lanciafiamme, razzi che esplodono a medio raggio; torna, da Contra 4, il doppio potenziamento, raccogliendo due volte la stessa arma, e c’è persino una meccanica inedita, ovvero la possibilità di sacrificare un’arma per utilizzare un attacco speciale (nulla di trascendentale, in realtà).
Quello che davvero conta, però, è altro. Il ritmo, il quantitativo di nemici, la varietà di situazioni, i boss, e in questo Contra: Operation Galuga fa tutto benissimo. Non c’è mai la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di veramente nuovo, e questo è chiaramente un limite, per un gioco che comunque vuole trasportare la serie alla quale appartiene nei tempi moderni; ma si tratta di un difetto che si perdona dopo poco, troppo impegnati, così come si è, a sparare a ogni cosa si muova e a cercare di portare a casa la pelle. La progressione attraverso i livelli è scandita dal fuoco delle armi, che mai riposano, da salti da calibrare, per evitare il fuoco nemico, da miniboss e boss i cui movimenti vanno imparati a memoria. Le basi insomma, ma c’è altro.

Un Contra nel 2024 può infatti essere ancora più furioso che in passato, perché su schermo possono succedere tante più cose, e così è, tra corse in sella a potenti moto fluttuanti, treni che deragliano, templi pieni di trappole, mostroni enormi, anche se forse dal punto di vista della varietà di situazioni e del caos generato si poteva fare ancora qualcosa in più. Della volontà di non spingere troppo a fondo su questi aspetti, con il rischio di farcire lo schermo di una vomitata senza senso di proiettili o di orde di nemici, comunque beneficiano due fattori: la leggibilità dell’azione, perché è sempre facile capire cosa sta succedendo sullo schermo e come reagire, e il bilanciamento del livello di difficoltà. Ci troviamo forse di fronte al Contra più approcciabile di sempre, che non significa facile. Si muore, e spesso, ma qualche piccolo accorgimento, come la possibilità di acquistare dei potenziamenti utilizzando i crediti guadagnati giocando, rende l’esperienza meno frustrante. La presenza di tre livelli di sfida e di due diverse opzioni legate alla sopravvivenza del personaggio (morte istantanea quando colpiti o perdita di un segmento della barra della salute), in aggiunta, permette di gestire minuziosamente la quantità di improperi che ci si può permettere.
Un po’ più di potenza scenica l’avrebbe potuta fornire anche un’estetica sì perfettamente coerente con l’immaginario della serie, ma un po’ troppo leggera dal punto di vista tecnico. L’impatto è discreto, ma ci vuole poco ad accorgersi di modelli poligonali e texture piuttosto basilari e di un sistema di illuminazione per nulla scenografico. Simile discorso vale per la colonna sonora, che gasa, ma non quanto dovrebbe.

Contra: Operation Galuga è tanta sana, vecchia azione run and gun ed è un pezzo fondamentale dell’immaginario della serie, nella storia, come detto, ma anche in una componente definibile quasi come enciclopedica, tra personaggi da sbloccare e contenuti speciali, ampliando ulteriormente un’offerta già di per sé soddisfacente, visti gli otto livelli presenti. Non esplode appieno nel suo potenziale, è vero, però si corre, si spara, si salta, in generosa quantità: soprattutto per certi romantici non serve assolutamente altro.

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