• Homepage

    Torna alla pagina iniziale

  • Focus

    Gli approfondimenti, le recensioni, le prove.

  • Flash

    Le notizie e gli aggiornamenti più veloci.

  • Videogiochi

    Il cuore del database.

  • Newsletter

    I nostri appuntamenti settimanali e mensili.

Uscite imminenti

I prossimi titoli in uscita.

Flintlock: The Siege of Dawn

18 Luglio 2024

Schim

18 Luglio 2024
Carica altro
Seguiti
Lista di lettura
espandi
chiudi

I contenuti dei videogiochi che segui appariranno qui. Per usare questa funzione è necessario avere un account.

I contenuti che hai salvato appariranno qui. Per usare questa funzione è necessario avere un account.

Entra
Registrati
Focus calcolo...

L’immortale, fantastico disastro della opening live action di Resident Evil

Per l'introduzione di Biohazard, Shinji Mikami dirige un corto destinato a entrare nella storia.

17 Maggio 2024, alle 10:05

«Adesso ci sarà un’esplosione e del fumo, ok?».

Shinji Mikami si rivolge agli attori sul set, vestiti come un gruppo di cosplayer. E nemmeno particolarmente bravi. Sono in una foresta, sulla sponda tokyense del fiume Tama, un corso d’acqua che dalla capitale giapponese si allunga fino a Kawasaki. Ma lo script dice che sono negli Stati Uniti, sui Monti Arklay, non tanto lontani da Raccoon City. Sono nel bosco che si estende davanti all’entrata di una grande magione dallo stile europeo, Villa Spencer. I giovani attori annuiscono. Sono stranieri e non tutti parlano un giapponese perfetto. Qualcuno chiede: «va bene, ma che dobbiamo fare?». Mikami consulta lo storyboard con le sopracciglia alzate. Niente di preciso. «Correte, e continuate a farlo finché non chiamo lo stop. Intesi?». Una delle attrici, la più giovane, gli si avvicina e gli dice che è stanca, vuole andare a casa. Sono lì, nel cuore della notte. E poi le zanzare la stanno tormentando. Non è un comportamento da vera professionista, ma è comprensibile dal momento che quella ragazzina frequenta ancora il liceo (Yarwood, 2022).

Questo cast un po’ improvvisato non lo sa, ma sta dando vita all’introduzione di quello che diventerà il più importante videogioco horror della storia. E quel corto che stanno registrando sarà amato, odiato, deriso, analizzato al microscopio, anche più del dovuto, per generazioni. Stanno girando l’introduzione in live action di Biohazard (1996), il primo indimenticabile Resident Evil.

Qui sotto il video originale, senza censure.

Una casa senza storia

Per comprendere bene la storia bisogna fare un passo indietro a qualche anno prima. Nel 1994, in un ufficio di Osaka, Tokuro Fujiwara, creatore di Ghosts ‘n Goblins (1985) e manager a Capcom, manda a chiamare un giovane dipendente dell’azienda che si chiama Shinji Mikami. Per Mikami, Fujiwara è una sorta di sensei, un maestro. E per Fujiwara, allo stesso modo, Mikami è un successore. Così, quando gli posa una manona paterna sulla spalla e gli chiede di occuparsi di un seguito spirituale di uno dei suoi videogiochi a cui è più affezionato, ovvero Sweet Home (1989), Mikami annuisce grato e anche un po’ commosso. Realizzerà lui un sequel horror del titolo per SNES.

Esistono però dei problemi abbastanza evidenti: uno, Mikami non ama gli horror; due, il videogioco che dovrà sviluppare dovrà essere in tre dimensioni, tra i primi in assoluto in casa Capcom; tre, Mikami ha pochissima esperienza e pare che il board di Capcom tenga un sacco al progetto. Quindi Mikami è grato, sì, ma anche terribilmente spaventato dalla portata di quel lavoro, dalla forza rivoluzionaria che dovrà avere, dal modo in cui dovrà fare da apripista a un genere, a una generazione. Quasi a un nuovo modo di concepire il videogioco. Non è un segreto che Resident Evil sarà il modello di tutte le produzioni a stampo cinematografico che di lì a poco si affacceranno sul mercato, da Metal Gear Solid (1998) a Silent Hill (1999, ne ho parlato in Di Felice, 2024). Insomma, un compito non da poco.

La storia della produzione di Resident Evil (Biohazard in originale, marchio che in occidente apparteneva già a una band musicale) è lunga e divertente, piena di aneddoti curiosi. Quello che interessa a noi è che, a un certo punto della produzione, Mikami e i dirigenti di Capcom discutono animatamente, perché secondo il director la “casa infestata” è già una storia sufficientemente convincente per il suo titolo e non vuole aggiungere una vera e propria sceneggiatura al survival horror (Mikami, 2001). Inizia un tira e molla estenuante con la produzione che, alla fine, con il coltello dalla parte del manico, convince Mikami: il suo videogioco racconterà una storia in senso convenzionale, con un inizio e una fine. Mikami allora decide di rifarsi alle influenze da cui ha tirato fuori l’idea del videogioco, ovvero il cinema di George Romero. Scriverà una sceneggiatura e, visto che l’ispirazione cinematografica ormai è venuta a galla, girerà anche dei corti live action che utilizzerà come introduzione e finale.

Villa Spencer, negli USA, a mezz’ora da Tokyo

C’è un unico criterio con il quale vengono scelti gli attori che interpreteranno i personaggi del videogioco.
Resident Evil è ambientato negli Stati Uniti, anche per cercare di ritagliarsi una fetta consistente di pubblico occidentale, e quindi gli attori dovranno essere tutti stranieri. Capcom si affida alla Inagawa Motoko Office di Tokyo, un’agenzia che si occupa di ingaggiare comparse straniere per le produzioni Giapponesi (Kraslavsky, 2017). Sulla fase del casting esistono aneddoti a cui sarebbe difficile credere se non fosse per il fatto che gli attori stessi li hanno poi raccontati nel corso degli anni. Per esempio l’attore che interpreta Barry Allen viene semplicemente notato per strada, mentre cammina a Tokyo (Smith, 2017). È piuttosto somigliante al personaggio, e così gli viene proposto il lavoro. L’attrice che interpreta Jill, e che nei credits verrà semplicemente indicata come Inezh, è una ragazza che frequenta ancora il liceo, lì in Giappone. L’unico criterio, dicevamo, è che gli attori siano somiglianti ai personaggi del videogioco.

Le riprese delle scene live action si svolgono a fine primavera, in due location ben distinte alla periferia di Tokyo: un magazzino abbandonato e la foresta sul fiume Tama, a est del monte Fuji. Sono presenti Shinji Mikami, director del videogioco, e Mitsuhisa Hosoki, un regista pubblicitario che Capcom ha assunto come supervisore delle riprese, dal momento che Mikami non ha alcuna esperienza in merito. La scena da girare è molto semplice: la squadra Alpha del corpo speciale di polizia S.T.A.R.S. arriva nel luogo dove si sono perse le tracce della squadra Beta. Quest’ultima stava indagando su alcuni casi di presunti omicidi e cannibalismo. Appena arrivati sul posto, la S.T.A.R.S. viene attaccata da alcuni mostruosi cani mutanti. Dopo una breve sparatoria, i sopravvissuti si nascondono all’interno di una villa. E così inizia l’avventura.

Sembra tutto facile, tranne per il fatto che il corto viene fuori un casino. Ma anche un capolavoro. Un casino e un capolavoro allo stesso tempo. A partire dalle riprese: lo script e lo storyboard sono molto poco precisi, e nemmeno Mikami sa bene come debbano muoversi gli attori. E questi ultimi non offrono di certo la performance della vita: sballottati da una parte all’altra del set, con indicazioni vaghe, costretti a lavorare per tentativi. Per esempio, l’attore che interpreta Chris non sa se farsi crescere la barba. Il team del make up gli ha decolorato i capelli, che ora sono di un rossiccio acceso, e Mikami gli ha detto di farsi crescere un po’ di peluria sul viso, particolare che gli conferirà un aspetto da macho. Solo che al reparto trucco glielo sconsigliano, perché lo stylist è convinto che il suo personaggio, totalmente disciplinato, non si lascerebbe mai crescere una barba trasandata. E poi la barba nera in contrasto con i capelli rossi è proprio tremenda. Un altro aneddoto che lo vede protagonista è quando Mikami e il team di produzione si rendono conto che la camicia linda e pinta, appena stirata e fresca di lavanderia, non può andare bene per un poliziotto paracadutato da un elicottero nel bel mezzo di un bosco e che ha appena affrontato uno scontro a fuoco con un dobermann inferocito. E allora il povero attore esce dal capannone, si stende e comincia a rotolarsi a terra nel vano tentativo di sporcarsi e sgualcirsi abbastanza (Kraslavsky, 2017). Il risultato è ancora straordinariamente posticcio, con il colletto inamidato e la camicia senza una grinza.

L’eredità del video

Portare a termine il corto è un mezzo miracolo, ma alla fine Mikami e i suoi ce la fanno. I guai però sono appena iniziati. Il video è estremamente violento ed esplicito: ci sono mutilazioni, arti mozzati, schizzi di sangue e cani demoniaci. Tutto corretto per un videogioco horror, ma siamo nel 1996 e la PlayStation è ancora un affare da ragazzini. E poi quelli sono anni delicati per la violenza nei media, specialmente in Giappone. L’anno successivo un terribile caso di cronaca denominato Kobe Child Murder metterà in discussione tutto ciò che può o non può essere mostrato sullo schermo. Quindi prima di arrivare sui mercati di tutto il mondo, il video viene censurato: vengono eliminate le inquadrature dei cadaveri mentre il voiceover racconta la premessa, viene tagliuzzata l’inquadratura della mano mozzata e perfino eliminate del tutto alcune clip del combattimento con il cane demoniaco. Inoltre tutto viene virato in bianco e nero, per mascherare il rosso acceso del sangue. Come se non bastasse nel filmato di presentazione dei personaggi, Chris fuma una sigaretta. E si potrà mica mostrare a un pubblico di minori il protagonista che si accende una cicca? Figurarsi. Così anche questa scena viene tagliata via.

Cosa rimane insomma di quelle due giornate di lavoro, di quelle nottate passate a rotolarsi in terra per sporcare la camicia, delle improbabili tinte dei capelli e delle centinaia di zanzare schiacciate durante le riprese? Abbastanza da far sognare una generazione intera di videogiocatori. È vero che il risultato finale della opening è a metà tra l’imbarazzante e l’amatoriale, ma non si vede molta roba così sperimentale nel mondo dei videogiochi. E nemmeno così coraggiosa: perché nonostante i tagli e il bianco e nero, la sequenza iniziale di Resident Evil resta un esperimento ardito per l’epoca, e si imprime nel cervello di una marea di piccoli videogiocatori, diventando un corto di culto. Al punto che, nel corso degli anni, sono sorte molte community che hanno cercato di rintracciare gli attori di Resident Evil. Spesso li hanno trovati, ormai ultracinquantenni, presidi di scuola, motociclisti, lontani dalle luci dello spettacolo e dal Giappone. Molte delle interviste che sono servite alla redazione di questo articolo sono raccolte in Racoon Stars Blog. Altre volte, come nel caso di Inezh che ha interpretato Jill Valentine, e dell’attrice che vestiva i panni di Rebecca Chambers, il risultato è stato quello un po’ borderline dell’ossessione, con le donne che hanno fatto di tutto per non farsi trovare né intervistare, e hanno chiesto cortesemente di preservare il loro anonimato (Gamesandmoviesblog, 2015). Tutti comunque si sono detti curiosi di questa mania e di questa mitica aura che circonda il filmato di apertura sgangherato di quel vecchio videogioco (Residence of Evil, 2023). Mikami stesso si è detto più volte imbarazzato dal risultato finale (Mikami, 2001), tanto da averlo cancellato nella versione Rebirth di Resident Evil (2002). In ogni caso, chi vi scrive è d’accordo con la community di appassionati e con i pazzi che hanno amato quella introduzione: è anche grazie a quel corto, rimediato, censurato, tagliato e anche un po’ ridicolo che Resident Evil è stato quel che è stato. Un modo unico, forse ingenuo e pieno di imprecisioni, di sperimentare con il genere. Di inventare un nuovo modo di fare videogiochi.

BIBLIOGRAFIA

Di Felice Fabio (2024), Keiichiro. La vera storia del team di reietti che ha inventato Silent Hill, Milano, Ledizioni, 2024.

Gamesandmoviesblog (2015), RESIDENT EVIL 1996 (VIDEO GAME) LIVE-ACTION ACTORS, gameandmoviesblob. Disponibile qui.

Kraslavsky Charlie (2017), Racoon Stars Blog, raccoonstars.blogspot.com. Disponibile qui.

Mikami Shinji (2001), Another Side of Biohazard, Giappone, ワールドフォトプレス, 2001.

Residence of Evil (2023), RESIDENT EVIL | Original Cast Reunion & Interview | Chris Redfield, Barry Burton, Albert Wesker, YouTube. Disponibile qui.

Smith Greg (2017), Racoon Stars Blog, raccoonstars.blogspot.com. Disponibile qui.

Yarwood Jack (2022), The Story, and Enduring Legacy, of Resident Evil’s Original Live-Action Opening, IGN. Disponibile qui.

atacore.it

Parliamo di

Videogioco

Resident Evil

01 Agosto 1996

Flash

Le ultime notizie.

Per non perderti niente

Su Telegram scriviamo quasi tutto: puoi seguirci anche lì.

Canale Telegram
Hai trovato un errore in questo contenuto, o vuoi segnalarci altro? Vuoi segnalare qualcosa?

Perché atacore.it?

Perché crediamo che i videogiochi si possano raccontare in modo diverso, più serio, e senza perdere tempo. Per questo motivo scriviamo soltanto di notizie rilevanti e verificate. Senza perdere tempo né occupare spazio inutilmente.

Su queste pagine non troverai rumor, leak, previsioni o indiscrezioni senza fonti.

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Passo 1 di 2
Hai già un account? .

Registrati

Creando un account avrai accesso alle principali funzioni del sito.
Potrai commentare le notizie, seguire i tuoi titoli preferiti, salvare i contenuti per una lettura successiva, iscriverti alle nostre newsletter.

Cominciamo da qui con le informazioni principali. Bastano pochi secondi e hai fatto.

L'email che userai per accedere al sito.
Serve per i commenti che scriverai sul sito, e puoi anche usarlo per effettuare il login.
Scegli una password sicura e difficile da indovinare.
Fai clic o trascina il file su quest'area per caricarlo.
Qui puoi caricare un'immagine per il tuo profilo. Sarà il tuo avatar per i commenti.
Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Hai dimenticato la password? Puoi reimpostarla da qui.
Ricordami
Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.

Reimposta la password

Se hai dimenticato la password, puoi usare questo modulo per reimpostarla.

Inserisci qui sotto il tuo nome utente o il tuo indirizzo email: riceverai via email un link per scegliere una nuova password.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.

Invia una segnalazione

Se hai trovato un errore, un bug, informazioni incomplete o non corrette, o vuoi segnalarci qualsiasi altra cosa su questa pagina o altrove sul sito, compila questo form.

Dacci qualche dettaglio per poter elaborare la tua segnalazione.
Privacy
0