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Fuori dagli sche(r)mi: uno sguardo alla rappresentazione dei personaggi LGBTQ nei videogiochi

Un'analisi sui numeri e le conclusioni di un report dell'organizzazione Gay and Lesbian Alliance Against Defamation per il 2023.

18 Marzo 2024, alle 09:03

Quando è stata la prima volta in cui ti sei sentito rappresentato all’interno di un videogioco?

È una domanda semplice, ma che garantisce una marea di risposte diverse. Spesso immaginiamo il videogiocatore come una figura granitica, immutabile: per molti, la proiezione mentale che si ricava pensando a un “gamer” è quella di un ragazzo bianco di venti-trent’anni. Ormai sappiamo che la realtà è – per fortuna – ben più ricca e diversificata di così, e ciò dovrebbe riverberarsi anche sui personaggi che popolano i mondi virtuali dei nostri videogiochi preferiti.
Secondo il Nielsen Games 360 Survey, il 10% dei gamer si identifica come lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e, più in generale, non si sente pienamente rappresentato sotto le etichette di uomo o donna eterosessuali, riconoscendosi in una delle categorie raccolte nell’acronimo LGBTQ+. I dati più recenti raccolti da Newzoo mostrano un forte coinvolgimento delle donne nel gaming: ormai quasi metà dei videogiocatori appartiene al genere femminile.

Eppure, l’industria videoludica fatica a tenersi al passo con una realtà che si è molto evoluta, nel corso dei decenni. La Magnavox Odyssey, la primissima console domestica commerciale, è uscita sul mercato appena un anno prima della rimozione dell’omosessualità dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. I decenni passano, ma – come dimostra il report annuale dell’organizzazione statunitense Gay and Lesbian Alliance Against Defamation, cui d’ora in avanti mi riferirò con l’acronimo GLAAD – il mondo del gaming continua a rimanere indietro rispetto ad altri media nella rappresentazione delle persone LGBTQ.

La missione del GLAAD è quella di studiare le rappresentazioni delle persone LGBTQ nei media, sia da un punto di vista quantitativo, sia da un punto di vista qualitativo, nella convinzione che “l’esposizione mediatica può promuovere l’accettazione e la comprensione della nostra comunità”, come si può leggere sul sito Internet del GLAAD. Ogni anno, l’organizzazione pubblica report dedicati a vari settori, tra cui il mondo televisivo, quello cinematografico e quello del gaming: l’uscita di questi studi, lunghi e dettagliati, ma mai noiosi o pedanti, è un momento prezioso per raccogliere le idee sull’anno appena trascorso – in questo caso il 2023 – e mettere sotto il microscopio l’evoluzione delle rappresentazioni delle persone LGBTQ sui nostri schermi.

Il 2024 GLAAD Gaming Report va a mappare la quantità, la qualità e la diversità dei personaggi LGBTQ nei videogiochi nell’anno 2023. Basta aprire Reddit in occasione dell’uscita di videogiochi come Thirsty Suitors (il cui cast è pieno di personaggi LGBTQ) per scoprire che una frangia molto aggressiva e rumorosa di gamer non gradisce l’inclusione di personaggi non bianchi e non eterosessuali all’interno dei videogiochi. È successo anche nel caso di Saga Anderson, co-protagonista nera di Alan Wake II. E questa aggressività si riversa non di rado sugli sviluppatori stessi, spesso già prostrati dal faticoso lavoro di creazione e lancio di un videogioco, catapultati all’interno di polemiche e violenti insulti che non di rado allontanano preziosi menti creative dall’industria videoludica. Tuttavia, il GLAAD fa notare che, nel corso degli anni, la resistenza verso questo tipo di contenuti sta diminuendo, soprattutto grazie alla crescente apertura mentale del pubblico giovanile: oggi il 60% dei gamer non appartenenti a categorie LGBTQ afferma che per loro non fa differenza se in un gioco sono presenti personaggi LGBTQ, e il 70% sostiene che la presenza di un’opzione per rendere il personaggio principale gay, lesbica o bisessuale non inciderebbe sulla loro volontà di acquistare un videogioco.

Non stupisce la timidezza delle grandi compagnie nella rappresentazione di personaggi LGBTQ, dunque, data la potenza deflagrante delle opinioni di certe fasce di pubblico, forse più ristrette rispetto al passato, ma di certo non meno rumorose, e considerato che i giocatori LGBTQ sono in crescita, ma rappresentano pur sempre una minoranza all’interno del mercato. Andrebbe però discussa l’entità di questa “minoranza” che spesso fatica a riconoscersi nei personaggi videoludici. Secondo i dati raccolti dal GLAAD, i gamer che si riconoscono nelle categorie LGBTQ sono il circa il 17% del totale. Quasi uno su cinque, per intenderci. E, al contrario di quanto vorrebbero certi antiquati stereotipi, i gamer LGBTQ costituiscono il 19% dei videogiocatori “hardcore”, definiti dal GLAAD come quelli che giocano per più di dieci ore a settimana su PC o su console. Date le dimensioni gigantesche dell’utenza di prodotti videoludici di consumo, è facile comprendere come si tratti di una fetta considerevole di mercato. Eppure, il report del GLAAD constata che i videogiochi con contenuti LGBTQ sono meno del 2% del totale dei videogiochi disponibili su console, a fronte della notevole crescita nel corso degli anni dei videogiocatori che si riconoscono nelle categorie LGBTQ, in particolare nelle fasce più giovani della popolazione. Il paradosso si fa fortissimo nel caso di Nintendo Switch, console amatissima tra i giocatori LGBTQ, ma contraddistinta da una massiccia latitanza di personaggi virtuali che possano rispecchiare le caratteristiche di queste tipologie di videogiocatori.

“Ma magari a loro non importa”, potrebbe dire qualcuno – e di solito si tratta di persone non appartenenti alle categorie di persone interessate. Ebbene, i dati raccolti dal GLAAD smentiscono clamorosamente questo rilievo: il 72% dei videogiocatori LGBTQ afferma che vedere personaggi con la loro stessa identità di genere o con il loro stesso orientamento sessuale rappresentati all’interno di un videogioco li fa sentire molto bene. La percentuale sale al 78% per i ragazzi di età inclusa tra i tredici e i diciassette anni. Un’utile nota per le aziende, che tipicamente si occupano di profitto prima di tutto il resto: per i gamer LGBTQ – che, come abbiamo visto, coprono una fetta notevole della popolazione complessiva dei videogiocatori – la presenza di un protagonista LGBTQ è una spinta significativa all’acquisto di un videogioco. Se non vincerà la bellezza di rappresentare personaggi diversi in sé e per sé – argomenta il GLAAD – lasciamo allora che a parlare alle aziende sia l’argomento economico. “Il potere d’acquisto della comunità LGBTQ e dei nostri alleati pesa ben più degli argomenti portati dai detrattori”, scrivono gli autori del report.

Che il gaming sia rimasto indietro nella rappresentazione di personaggi LGBTQ rispetto agli altri media è dimostrato dai report dedicati dal GLAAD al mondo cinematografico e a quello televisivo. Stando al GLAAD’s 2023 Studio Responsibility Index, il 28.5% dei film delle dieci principali case di distribuzione cinematografica al mondo contengono un personaggio LGBTQ. E per la stagione 2022/2023, il report GLAAD’s Where We Are on TV ha rilevato che il 10.6% delle serie televisive di prima serata includono personaggi LGBTQ. Nell’ambito videoludico, le cose vanno molto diversamente. Tramite una ricerca del tag LGBTQ sulle piattaforme Xbox, PlayStation, Nintendo e Steam che ha preso come riferimento il mese di novembre 2023, il GLAAD ha scoperto che i videogiochi che presentano tale tag sono meno del 2% nel complesso, molti meno se guardiamo allo store online di Nintendo, in particolare. Su Steam, arriviamo all’1.7% quando si escludono dalla ricerca i videogiochi per un pubblico adulto.

Alcune considerazioni. In primo luogo, la ricerca di GLAAD esclude del tutto le piattaforme mobile. In secondo luogo, si concentra (anche per quanto riguarda film e serie TV) soltanto su prodotti commerciali: addirittura, nel caso dei settori cinematografico e televisivo guarda esclusivamente a film prodotti da grandi compagnie e a serie TV che raggiungono un forte prestigio, arrivando a essere proiettate in prima serata. La situazione è più eterogenea per il gaming, è vero: Steam include anche prodotti a piccolissimo budget, e sempre più team indipendenti di dimensioni ridotte riescono ad accedere alla pubblicazione su piattaforme piuttosto sensibili al mondo dello sviluppo indie, come Nintendo Switch. Tuttavia, con questa analisi non si riesce a catturare del tutto la complessità e la vivacità degli sviluppatori “dal basso”, che magari non perseguono finalità commerciali e pubblicano gratuitamente i loro videogiochi su piattaforme come itch.io. Lo studio di tale panorama potrebbe essere utile per comprendere come tanti sviluppatori stiano impiegando il videogioco per rappresentare sé stessi e il mondo attorno a loro, anche con mezzi gratuiti e che non necessitano di conoscenze di programmazione, come Bitsy e Twine. Con ciò non voglio in alcun modo sminuire il lodevole lavoro di GLAAD, semmai aiutare a contestualizzarlo e a comprenderne i confini.

“I videogiochi hanno percorso una lunga strada dai giorni di Pong. Molti videogiochi oggi sono ricche esperienze multimediali”, scrivono gli autori del report. “Che meno del 2% dei videogiochi nei dati da noi raccolti abbia contenuti LGBTQ significa che il videogioco non è al passo con i media contemporanei, e che l’industria videoludica sta deludendo i consumatori LGBTQ e i nostri alleati”. Cosa possiamo fare noi come critici? Mantenere uno sguardo curioso su prodotti dello stampo di Thirsty Suitors, Goodbye Volcano High, Stray Gods: The Roleplaying Musical, The Cosmic Wheel Sisterhood. Tutti videogiochi con personaggi LGBTQ, e tutti usciti nel corso del 2023 da poco concluso. Raccontare al pubblico prodotti assolutamente impensabili fino a pochi anni fa è una sfida stimolante e capace di regalare grandi soddisfazioni. Nella mia esperienza professionale, ho trovato ascoltatori attenti soprattutto tra il pubblico dei più giovani, non a caso oggetto di una forte attenzione da parte del report del GLAAD. Possiamo costruire un futuro più inclusivo per i gamer di ogni genere e di ogni orientamento sessuale: sta a noi impegnarci in prima persona per garantire ambienti di discussione sereni e promuovere attivamente l’espressione di ogni identità, dentro e fuori dagli schermi.

atacore.it

Fonti

GLAAD

Parliamo di

Videogioco

Thirsty Suitors

02 Novembre 2023
Videogioco

Goodbye Volcano High

29 Agosto 2023
Videogioco

Alan Wake II

27 Ottobre 2023
Videogioco

The Cosmic Wheel Sisterhood

16 Agosto 2023

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