• Homepage

    Torna alla pagina iniziale

  • Focus

    Gli approfondimenti, le recensioni, le prove.

  • Flash

    Le notizie e gli aggiornamenti più veloci.

  • Videogiochi

    Il cuore del database.

  • Newsletter

    I nostri appuntamenti settimanali e mensili.

Uscite imminenti

I prossimi titoli in uscita.

Reka

Agosto 2024

SteamWorld Heist II

08 Agosto 2024
Carica altro
Seguiti
Lista di lettura
espandi
chiudi

I contenuti dei videogiochi che segui appariranno qui. Per usare questa funzione è necessario avere un account.

I contenuti che hai salvato appariranno qui. Per usare questa funzione è necessario avere un account.

Entra
Registrati
Focus calcolo...

Addio a Tango Gameworks

Microsoft ha chiuso il team di sviluppo di The Evil Within, Hi-Fi Rush e Ghostwire: Tokyo, ed è difficile farsene una ragione.

10 Maggio 2024, alle 11:05

L’anno scorso quando Shinji Mikami decise di lasciare Tango Gameworks, della quale era fondatore e CEO, Bethesda pubblicò questo comunicato, nel quale lo ringraziava per il lavoro svolto, gli augurava buona fortuna e aggiungeva: “siamo entusiasti per ciò che il futuro riserverà ai talentuosi sviluppatori” (del suo ex studio).  Ma questo futuro si è rivelato assai gramo, distrutto da spietate e disumane dinamiche capitaliste, da una gestione di Xbox Game Pass che sta rivelando vieppiù la sua insostenibilità e forse persino da quello Starfield che per la salute di Bethesda e Microsoft non è stato così determinante, malgrado gli investimenti e gli anni di sviluppo.

La chiusura di Tango Gameworks è straziante, anche al netto della precedente defezione di Mikami, che d’altronde diresse di persona solo The Evil Within, lasciando a John Johanas quella del seguito e di Hi-Fi Rush, e a Kenji Kimura quella di Ghostwire: Tokyo. Già ai tempi di Capcom, quando Mikami affidò a Hideki Kamiya la direzione di Resident Evil 2, dimostrò di sapere scegliere con un intuito eccezionale a chi delegare le sue opere, permanendo in un ruolo produttivo e di supervisione.

Kamiya ha tuttavia avuto modo di dimostrare il suo talento negli anni a venire, malgrado la vicenda di Scalebound,  che avrebbe dovuto essere una preziosa esclusiva per Xbox ma alla quale fu imposto in via di realizzazione un insensato multiplayer, per poi essere sepolto in maniera definitiva.  Non si sa invece ancora che fine faranno i “talentosi sviluppatori” di Tango Gameworks, e l’unico fatto del quale siamo oggi consapevoli è che il team non esiste più. È una cosa dolorosa, che non è solo alimentata dall’empatia per quelle persone, ma dall’incertezza per il futuro dei videogiochi di qualità.

Ritengo straordinaria l’opera di Tango Gameworks, anche quando traballante sotto il peso dell’ambizione, anzi forse anche per questo, perché è sempre riuscita a brillare di una sua unicità, per la quale certe criticità quasi alimentavano un valore particolare, quella sporcizia e imprecisione che per esempio rende grandi tanti film considerati di serie B da una critica miope. Ad esempio in The Evil Within si possono criticare alcuni scontri con i boss per essere stati realizzati con un’idea vetusta, come quelli con la Sentinella o con Ruvik, ma rimandano a qualcosa di antico, un cortocircuito mentale, uno “psycho break”, che ripristina la potenza ludica dei capostipiti del survival horror. Anche il tanto criticato protagonista Sebastian Castellanos è assai più interessante dei personaggi senza dubbio efficaci ma bidimensionali dei Resident Evil (tranne quelli più interessanti di Code: Veronica e Zero), un perfetto e tormentato tramite attraverso un incubo che per molti aveva addirittura il difetto di non fare abbastanza paura. Ma quando mai i Resident Evil hanno fatto “paura”? Malgrado il racconto assai più raffinato anche Silent Hill non fa paura. Si tratta di giochi che producono ansia o suspense in differente misura, che muovono verso riflessioni che a posteriori possono generare paura, a proposito degli orrori possibili dell’umanità, ma non mentre ci si gioca. L’unica paura è quella del game over.

Ecco, se devo proprio pensare ad un gioco spaventoso mi ricordo di Spec Ops: The Line. O That Dragon Cancer, malgrado la sua struggente dolcezza e la necessità della sua espressione. O ancora GTA V, che mi ha fatto domandare come fosse possibile che stessi davvero simulando di torturare un poveraccio.
The Evil Within è una sinfonia nera dello spavento, se questo lo si considera carnascialesco, come quello che si prova in un tunnel dell’orrore del luna park, a meno che sia quello inventato da Tobe Hooper in The Funhouse ma riproposto nella realtà. La paura, quella vera, purtroppo, la proveranno ora gli ex lavoratori di Tango Gameworks.

Il capolavoro di questo studio estinto è tuttavia il secondo The Evil Within, uno dei survival horror migliori mai realizzati, talvolta più kinghiano e lynchano di Alan Wake I e II nei suoi momenti più surreali. La sua dimensione di insieme di tanti piccoli open world disconnessi e talvolta opzionali funziona in maniera magnifica per alimentare l’avventura, per contribuire alla frammentarietà di un incubo e di un’allucinazione. Schegge di follia.

Considero notevole anche il “magrittiano” Ghostwire: Tokyo, un viaggio non turistico per la città giapponese, arricchito da mille storie, da racconti di vita. La ripetizione di alcuni momenti ludici ci pone in una dimensione davvero lavorativa, connessa alla metropoli come abitanti e non come viaggiatori in visita da un altrove fuori schermo. Inoltre è rara una visione in prima persona così efficace, una soggettiva nelle quali le mani e i loro poteri compiono una danza meravigliosa che non è la solita del premere un grilletto. Ad un certo punto, verso la fine, la struttura open world di Ghostwire Tokyo si infrange nella linearità di un walking simulator e il suo tempo diluito si comprime per accelerare nell’urgenza della rinascita o della trasfigurazione.

Rimane Hi-Fi Rush, forse la migliore e più inaspettata esclusiva (un tempo) uscita su Game Pass, oltre ad essere la dimostrazione che modelli di produzione e di  marketing non tossici e fondati sulla macchina dell’hype sono possibili. Una meraviglia policromatica che si regge sulla ritmica e sulla musica, un capolavoro rock anche quando rock non lo è affatto, così distante e cosi simile al bellissimo Patapon.

Con la chiusura di Tango Gameworks ci siamo persi tutto questo, “tutto ciò che è finisce” un’altra volta troppo presto, permanendo come lo straziante epitaffio di un morto giovane sulla terra ormai sempre più cimiteriale del videogioco.

atacore.it

Parliamo di

Videogioco

The Evil Within

14 Ottobre 2014
Videogioco

Hi-Fi Rush

25 Gennaio 2023
Videogioco

Ghostwire: Tokyo

12 Aprile 2023

Flash

Le ultime notizie.

Per non perderti niente

Su Telegram scriviamo quasi tutto: puoi seguirci anche lì.

Canale Telegram
Hai trovato un errore in questo contenuto, o vuoi segnalarci altro? Vuoi segnalare qualcosa?

Siamo anche su Telegram

Abbiamo un canale Telegram dove scriviamo più o meno tutto quello che pubblichiamo sul sito. Ci puoi seguire anche lì per non perdere mai niente delle cose più importanti.

Ci si arriva da questo tasto qui sotto.

Canale Telegram
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Passo 1 di 2
Hai già un account? .

Registrati

Creando un account avrai accesso alle principali funzioni del sito.
Potrai commentare le notizie, seguire i tuoi titoli preferiti, salvare i contenuti per una lettura successiva, iscriverti alle nostre newsletter.

Cominciamo da qui con le informazioni principali. Bastano pochi secondi e hai fatto.

L'email che userai per accedere al sito.
Serve per i commenti che scriverai sul sito, e puoi anche usarlo per effettuare il login.
Scegli una password sicura e difficile da indovinare.
Fai clic o trascina il file su quest'area per caricarlo.
Qui puoi caricare un'immagine per il tuo profilo. Sarà il tuo avatar per i commenti.
Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Hai dimenticato la password? Puoi reimpostarla da qui.
Ricordami
Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.

Reimposta la password

Se hai dimenticato la password, puoi usare questo modulo per reimpostarla.

Inserisci qui sotto il tuo nome utente o il tuo indirizzo email: riceverai via email un link per scegliere una nuova password.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.

Invia una segnalazione

Se hai trovato un errore, un bug, informazioni incomplete o non corrette, o vuoi segnalarci qualsiasi altra cosa su questa pagina o altrove sul sito, compila questo form.

Dacci qualche dettaglio per poter elaborare la tua segnalazione.
Privacy
0